Detroit: Become Human per PlayStation 4 non ti chiede di giocare bene. Ti chiede di scegliere, e poi di convivere con quello che hai fatto. Un futuro prossimo dove androidi e umani condividono lo stesso spazio, ma non lo stesso valore, e dove ogni decisione, anche la più piccola, può far saltare tutto per aria senza preavviso.
Segui tre protagonisti androidi, tre punti di vista diversi su libertà, obbedienza e ribellione. Non esiste una strada giusta: esistono rami, conseguenze, personaggi che vivi o perdi per sempre. Qui il “game over” non è una schermata, è una vita che si spegne perché hai detto la cosa sbagliata dieci minuti prima. E il gioco non ti perdona.
Su PlayStation 4 l’esperienza è tecnicamente pulita e potentissima: animazioni facciali credibili, regia da thriller, colonna sonora che accompagna senza mai spiegarti come dovresti sentirti. Non stai guardando una storia, la stai deformando con le tue mani. Ogni scelta apre e chiude strade che non rivedrai mai più nello stesso modo.
Detroit: Become Human non è d’azione, non è rilassante, non è neutro.
È un gioco che ti guarda negli occhi e ti chiede: fin dove sei disposto ad arrivare?
E poi prende nota.
