Doom (Game Boy Advance) prende l’inferno, lo frulla, lo unge d’adrenalina e te lo spara in faccia in formato tascabile. Sei il Marine senza nome, senza paura e senza stipendio adeguato, catapultato in una base infestata da demoni, mostri, porte che cigolano come presagi di morte e corridoi che sembrano progettati da un architetto posseduto.
Il ritmo è una valanga: corri, spari, ricarichi (mentale, non in-game), apri porte, chiudi porte, trovi chiavi colorate e ti ritrovi in mezzo a orde che vogliono trasformarti in una macchia sul pavimento. La grafica ridotta non toglie nulla alla potenza del gioco: quel suo sapore crudo, diretto, cattivo, rimane tutto lì. Ogni stanza è un invito a lasciar perdere o a dimostrare che sei davvero tu il problema dei demoni.
È uno dei più iconici sparatutto della storia, miniaturizzato ma ancora capace di far battere il cuore. Un’esperienza brutale, essenziale, purissima, che trasforma il tuo Game Boy Advance in una porta d’accesso direttamente per l’inferno. Perfetto per sessioni di caos infernale da portare ovunque.
